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26/11/2004
se gli italiani ci riconfermeranno la fiducia, continueremo a ridurre la pressione fiscale per mezzo punto di pil all'anno nel 2007 e nel 2008, per scendere sotto il limite del 40 per cento, che è quello di uno stato ben amministrato e rispettoso della libertà economica dei cittadini. libertà che è un valore spirituale al pari della libertà politica e religiosa
ci saranno 75mila collaboratori pubblici in meno, ma per ogni cinque che andranno in pensione, uno verrà assunto, eccezion fatta per alcune situazioni come la sicurezza e la scuola
in questa riforma non c'è alcuna macelleria sociale e non si tocca una lira che va al sud, è un provvedimento che non intacca minimamente gli interventi a favore del mezzogiorno
il consiglio dei ministri approverà la riduzione delle tasse, e il provvedimento sarà varato all'unanimità. la maggioranza ha raggiunto una visione unitaria su ciò che conviene fare per il bene del paese e dei cittadini. tutte le coperture sono state trovate e hanno il bollino, come si dice, della Ragioneria
23/11/2004
è per questo che ho detto e confermo, senza arroganza, ma anche senza cedere a quello spirito rinunciatario che è il male oscuro della politica italiana: o si attua il programma fino in fondo oppure la missione è finita e la parola torna al paese
chi produce reddito individuale e profitto d'impresa deve tornare a credere nella possibilità di spenderlo e di investirlo in piena autonomia e indipendenza da uno stato mangiatutto. è per questo che sono entrato in politica. è per questo che ho formato una coalizione di governo. è per questo che ho firmato un contratto con gli italiani a nome di questa coalizione. è per questo che disponiamo di una maggioranza elettorale chiara e stabile nel paese e in parlamento
spero e credo che sia possibile usare i diciotto mesi che ci separano dalla fine della legislatura per andare fino in fondo
sono convinto che l'italia abbia speso nel modo migliore la sua influenza nel mondo per espandere la democrazia contro le tentazioni neototalitarie coltivate dai fanatici della guerra santa
sono fiero della severità con cui abbiamo tenuto in ordine i conti pubblici in un tempo di stagnazione e sotto gli effetti della guerra contro il terrorismo all'indomani dell'11 settembre. la copertura delle riduzioni fiscali c'è anche in virtù di questa azione responsabile di politica economica
sono orgoglioso della stabilità assicurata all'italia. dei progressi nel campo dell'occupazione e del mercato del lavoro. della nostra capacità di introdurre riforme decisive nei campi dell'educazione, del vivere civile, del sistema pensionistico, dell'organizzazione federale dello stato
impossibile anche solo pensare che a questo programma si possa rinunciare, aggiustando in qualche modo le cose a seconda di nuove convenienze e rinnegando un esplicito mandato con argomenti contingenti e di facciata. il mio partito ed io non siamo a disposizione per questo voltafaccia. il presidente del consiglio non è a disposizione per questo rovesciamento del senso stesso di una missione di cambiamento e di sviluppo del paese
senza sviluppo non c'è risanamento, ma stagnazione. e senza maggiore libertà economica, lo sviluppo non arriverà mai. attivare la leva fiscale è la politica di questo governo, concordata con la maggioranza che lo ha eletto e presentata nella massima chiarezza agli italiani e sottoscritta con parole inequivoche dai leader e dai candidati dei partiti della coalizione di governo
le burocrazie e i partiti sono l'ossatura costituzionale dello stato e i necessari protagonisti della vita pubblica, ma il protagonista più grande e indiscusso è il cittadino elettore, è lui il padrone costituzionale delle decisioni che lo riguardano
se la benedetta introduzione della moneta unica europea ha fino ad ora prodotto un risultato che è l'esatto contrario dello scopo per cui l'euro nacque, e cioè un'economia asfittica e una crescita zoppicante sotto il fardello del vincolismo stupido invece che una liberazione delle grandi energie dell'unione, lo si deve di nuovo al clamoroso abbaglio di una politica senza mandato
se sulle nostre spalle pesa uno dei debiti di stato più colossali del mondo, la colpa è di governi che hanno governato senza tenere in alcun conto il mandato elettorale
22/11/2004
io sono convinto che l'azione di governo deve fondarsi su un mandato, e che il mandato degli elettori sovrani è il fondamento, è la legittimazione dell'esistenza di un governo e della sua effettiva capacità di agire. il resto è professionismo politico senza contenuto e senza legittimità democratica
se le imposte si riducono in modo consistente e visibile, la corsa continua. Altrimenti, la parola deve tornare agli italiani perchè siano loro a decidere del proprio destino
il cuore del cuore del contratto era la chiara e libera volontà, affermata testualmente e chiaramente, di vincolare alla realizzazione di questo programma la sorte del mio impegno personale e di quello del partito di maggioranza relativa che ho avuto l'onore di fondare dieci anni fa
il cuore del contratto con gli italiani è che questo paese può fare meglio, può diventare più libero e più responsabile
quel contratto esprimeva il senso stesso del mio ingresso nella politica italiana, dieci anni fa. era l'unica legittima giustificazione, dopo sette anni di inganni seguiti al ribaltone del ’94, della perseveranza e perfino dell'ostinazione con cui un imprenditore aveva cambiato vita e mestiere per compiere una missione politica nel senso più alto e necessario di questa espressione
il contratto con gli italiani non era un espediente elettorale, secondo la versione banale che ne danno i soliti increduli e qualche praticone della politica politicante
è stolto chi dice che sono prigioniero delle promesse elettorali. non è così. io sono volontariamente prigioniero solo della mia idea di libertà, in economia e in politica
o si attua il programma oppure si va alle elezioni. se le imposte si riducono in modo consistente e visibile, la corsa continua. altrimenti la parola deve tornare agli italiani perché siano loro a decidere del proprio destino
sulle tasse, forza italia e io non siamo disponibili a un voltafaccia
20/11/2004
questa che facciamo non è solo la riduzione della aliquote, è soltanto la prima di quattro tappe di pari importo, e cioè mezzo punto di pil per volta. nel 2005 la prima, nel 2006 la seconda e, se gli italiani ci danno fiducia, nel 2007 e nel 2008. in modo che la pressione fiscale possa arrivare nel 2008 sotto al 40%, obiettivo che ho indicato nel 2001
siamo pronti a elezioni senza allearci con alcuni alleati che non vedono nella riduzione delle tasse una manovra economica necessaria
per quanto riguarda forza italia ci sarebbe sicuramente una domanda di nuove elezioni
11/11/2004
ho appreso che si tratta della prima visita di un presidente del consiglio, che coincide con la celebrazione del 230° anniversario di fondazione della guardia di finanza. se questo rende speciale l'avvenimento, per me è un piacere essere qui. certo, non potrebbe essere altrettanto se fosse il presidente del consiglio a ricevere una vostra visita a casa sua
c'è una norma di diritto naturale, che dice che se lo stato ti chiede un terzo di quello che con tanta fatica hai guadagnato, questa ti sembra una richiesta giusta, e glielo, dai in cambio di servizi che lo stato ti dà. se lo stato ti chiede di più, o molto di più, c'è una sopraffazione nei tuoi confronti e allora ti ingegni per trovare dei sistemi elusivi o addirittura evasivi, che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralità, e che non ti fanno sentire intimamente colpevole
abbiamo pagato una situazione che non dipende da noi perché viene dal passato, con la moltiplicazione per otto del debito pubblico dall'80 a oggi, e anche a causa di certe passate gestioni avventuristiche
io volevo osare di più, ma me lo hanno impedito
10/11/2004
ieri sera credo che abbiamo compiuto lo sforzo massimo consentito
abbiamo messo a punto una riforma organica sul fisco che sarà legge organica entro 50 giorni a partire da oggi
05/11/2004
potremo ritirare i nostri soldati dall'iraq solo quando the job is made
sono sicuro di una cosa: arriveremo a fine legislatura con questo governo
stiamo lavorando per sostenere lo sviluppo e attuare una politica che promuova la libertà dei cittadini
04/11/2004
la situazione irachena non è solo quella che purtroppo ci viene restituita da tv e giornali: oltre a bombe e sequestri c'è anche la realtà di una vita che si svolge ordinata e regolare, nelle scuole, negli ospedali, negli edifici pubblici e nei centri commerciali. dobbiamo far sì che questa vita diventi regolare al cento per cento, anche per non vanificare il sacrificio dei nostri concittadini che hanno dato la vita per questa missione
oggi l'italia, così come gli altri paesi si trova in iraq per le stesse ragioni per cui si ritrova in afghanistan, in kosovo, in albania, in macedonia e in tutti gli altri luoghi dove la nostra presenza è finalizzata alla pace
l'italia è in iraq con i suoi soldati affinchè il processo del paese verso un destino pienamente democratico possa avvenire nel tempo più breve possibile
l'italia deve assumersi la responsabilità di difendere la democrazia e di diffonderla nel mondo
03/11/2004
voglio sottolineare che una vittoria di bush credo trovi fondamento anche nella buona fase economica che attraversano gli usa, anche sicuramente per i tagli fiscali fatti dalla sua amministrazione
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